UN MASCHIACCIO DI RAGAZZA

Nella notte dei tempi, il mondo era sottoposto ad un incantesimo nefasto che aveva sconvolto la vita sulla terra.

Vigeva il buio, che faceva di giorno in giorno morire molti esseri viventi ed al contempo dava forza ad esseri malvagi e senza scrupoli.

Un vento ululante ed imperterrito avvolgeva ogni cosa.

Uomini e donne si accapigliavano per un tozzo di pane.

Le taverne pullulavano di uomini ubriachi che si malmenavano per un non nulla.

Disperazione e rassegnazione erano ormai padrone di molti.

In questo contesto in una magione, con la presenza di fata MORGANA e fata LUNA, nasceva ALEX una bambina dal caratterino assai tosto.

Le fate presenti all’evento dovevano dare l’impronta e segnare come la ragazza sarebbe vissuta.

Fata LUNA

Già, i primi vagiti facevano presupporre la tempra della ragazza che crescendo dimostrò essere simile ad un maschio.

Abilissima nella scherma, nell’equitazione, nel tiro con l’arco, nei tornei e giostre a cavallo non disdiceva mai di mettersi alla prova.

Anche nell’abbigliamento e nell’acconciatura dei capelli ALEX era un maschiaccio e niente avrebbe fatto presupporre che si trattasse di una ragazza.

Indomabile e sempre con l’ultima parola, non aveva paura di nessuno ed era sempre pronta a farsi carico di incombenze comunemente adatte agli uomini.

Ella praticava anche due tipi caccia, quella chiassosa con i cani, corni e quella con falconi e reti.

La caccia infatti serviva ad Alex per il suo allenamento fisico ed era un ottimo addestramento anche per poi andare in battaglia.

I genitori della ragazza, se in un primo tempo hanno condiviso alcune sue scelte, ora erano rammaricati per l’esito caratteriale di Alex.

Preoccupati per il futuro della giovane erano consci che i comportamenti di Alex in quanto donna, avrebbe allontanato qualsiasi pretendente e non avrebbe mai trovato marito.

Il padre e la madre di Alex decisero di chiamare Fata LUNA madrina della ragazza per trovare una soluzione a tale dilemma.

Avvolta da una nube bianchissima Fata Luna si presentò al cospetto dei genitori e disse:

“So perché mi avete chiamato. Alex è un maschiaccio ma questo è dovuto all’incantesimo di Morgana”

E continuò:

“Alex compirà il mese prossimo ventuno anni e potrò annullare quell’incantesimo.

Voi dovete preparare una grande festa ed un ballo invitando tutti i ragazzi e le ragazze in età da marito”

A quelle parole i genitori di Alex si rivolsero ancora alla fata chiedendo:

“Come faremo a convincere nostra figlia a partecipare al ballo?”

Fata LUNA rispose:

“Allo scoccare della mezzanotte il giorno del suo compleanno, dovete ingaggiare alcune milizie che dovranno prenderla e legata con questa corda magica, repentinamente, dovrà essermi consegnata all’entrata del salone delle feste.

Giunse il giorno del compleanno di Alex ed i genitori ligi al volere della Fata la fecero legare da alcuni soldati e caricata sulle spalle del comandante fu portata al cospetto di LUNA.

Alex cercò in tutti i modi di divincolarsi ma nulla poteva fare contro la corda magica.

Rimessa in piedi dal Comandante fu fatta sedere davanti alla fata che con un colpo di bacchetta magica annullò il sortilegio e fece di Alex una donna meravigliosa.

Lunghi capelli biondi adornavano quel minuto visino dagli occhi azzurri come il mare. Il corpo stretto da un abito verde acqua di seta e pietre preziose, che ne sottolineava la vita la rendeva affascinante.

Scarpe d’oro con tacco di dodici centimetri, le conferiva un’altezza quasi pari ai cavalieri e agli invitati più alti della festa.

Così acconciata anche Alex aveva provato dello sconcerto e non credeva ai suoi occhi.

Miracolosamente si sentiva finalmente DONNA e quelle vesti ne sottolineavano il fisico davvero da “Urlo”

In quel momento di trasformazione Alex si accorse che il buio che in tutti quegli anni aveva imperversato, era sparito ed al suo posto campeggiava un tramonto dai toni delicati con sprazzi di rosso tenue e salmone.

Alex si destò ed una pace interiore la inondò.

Felice di sentirsi così si diresse nel Salone e ammirata da tutti iniziò a riempire il suo carnet di inviti al ballo.

Fu una serata indimenticabile, ballò fino allo sfinimento con tantissimi giovani che animavano la festa, ma uno in particolare aveva fatto breccia nel suo cuore e si ripropose che all’indomani l’avrebbe fatto cercare.

Il giovane in oggetto era il comandante delle milizie che l’aveva caricata sulle spalle e il giorno seguente si presentò davanti alla ragazza.

Tra i due nacque da subito un’attrazione fatale e dopo un breve fidanzamento convolarono a nozze.

Fu un matrimonio sontuoso ma soprattutto felice perché i due sposi che per molti anni avevano vissuto una vita tormentata si dedicarono ad aiutare i più poveri e deboli o le persone ammalate e in difficoltà regalando “spicchi” di felicità.

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