SUPERGIRL Il frammento venuto dalle stelle
Molti anni fa, nella tranquilla campagna inglese, accadde qualcosa destinato a cambiare il destino di una ragazza di appena dodici anni.
Il cielo era limpido e costellato di stelle. L’aria pungente dell’inverno rendeva il silenzio ancora più intenso, mentre Nina pedalava lungo il piccolo sentiero che attraversava i campi. Nel cestino della sua vecchia bicicletta c’erano frutta, verdura e alcuni prodotti acquistati al mercato del paese.
A casa la aspettavano i suoi genitori e i due fratelli.
Quella mattina tutti i telegiornali avevano parlato del passaggio di un piccolo sciame meteorico. Gli astronomi avevano rassicurato la popolazione: qualche minuscolo frammento si sarebbe probabilmente disintegrato nell’atmosfera e nessuno correva alcun pericolo.
Si sbagliavano. Molto lontano dalla Terra, un antico frammento di materia cosmica, staccatosi migliaia di anni prima dal nucleo di un asteroide, aveva attraversato lo spazio senza una meta. Quella notte il suo viaggio terminò proprio sopra la campagna inglese. Una sottile scia azzurra attraversò il cielo. Nina alzò lo sguardo incuriosita.
«Che stella cadente enorme…» sussurrò.
Un istante dopo il frammento cambiò improvvisamente direzione.
Sembrava… attirato da qualcosa. La ragazza ebbe appena il tempo di frenare.
Un minuscolo sasso luminoso la sfiorò sulla spalla, rimbalzò sul casco e finì all’interno del cappuccio della giacca. Nina perse l’equilibrio. La bicicletta sbandò. Per miracolo riuscì a non cadere. In quello stesso momento un calore intenso attraversò tutto il suo corpo. Era una sensazione strana. Non faceva male. Era come se migliaia di piccole scintille scorressero nelle sue vene.
«Che cos’è stato?» mormorò confusa.
Si guardò intorno. Non vide nulla. Pensò di aver soltanto preso una forte botta e riprese a pedalare verso casa. Quando entrò in cucina, il fratello maggiore Max rimase immobile a fissarla.
«Nina… stai bene?»
«Certo.»
«Ne sei sicura?»
Lei annuì.
«Perché?»
Max indicò il suo viso.
«Hai le guance completamente viola… e sembri illuminata.»
Nina scoppiò a ridere.
«Illuminata? Adesso esageri.»
Ma proprio in quell’istante una luce azzurra filtrò dal cappuccio della giacca. Max si avvicinò lentamente. Tra le pieghe del tessuto era incastrata una piccola pietra cristallina che pulsava come un cuore.
«Cos’è quella cosa?»
Provò a prenderla.
Appena la sfiorò una scarica elettrica gli attraversò il braccio.
«Ahi!»
Si ritrasse immediatamente.
«Brucia!»
Prese allora una pinza dal laboratorio del padre e riuscì finalmente a estrarre la misteriosa pietra.
Era liscia. Blu. Sembrava viva. Una tenue luce pulsava al suo interno.
«Non ho mai visto niente del genere…» disse osservandola.
La posò sul davanzale della finestra.
«Qualunque cosa sia… è arrivata dallo spazio.»
Nina rimase a fissarla in silenzio. Non riusciva a staccare gli occhi da quella strana roccia.
«Tienila tu» disse Max. «Dopotutto è caduta proprio su di te.»
La ragazza annuì. Portò il frammento nella sua stanza e lo sistemò sopra uno scaffale della libreria.
Poi, stanca per la lunga giornata, indossò il pigiama e si infilò sotto le coperte. Nel giro di pochi minuti si addormentò. Il mattino seguente qualcosa era cambiato. Appena aprì gli occhi sentì il corpo incredibilmente leggero. Scese dal letto con un balzo. Troppo grande. Finì dall’altra parte della stanza.
«Ma…»
Provò a camminare. Senza rendersene conto attraversò la camera con una velocità impressionante.
Ogni movimento sembrava naturale. Più veloce. Più preciso. Più forte. Nei giorni successivi i cambiamenti aumentarono. La sua vista diventò straordinaria. L’udito riusciva a cogliere suoni lontanissimi. Poteva sollevare pesi impossibili. Correva più veloce del vento. Non si stancava mai.
E, soprattutto, iniziò ad accadere qualcosa di inspiegabile. Quando provava emozioni molto forti, dalle mani uscivano improvvise scariche di energia.
Nina era terrorizzata. Non poteva raccontarlo a nessuno. Nemmeno ai suoi genitori. Solo Max cominciò a intuire che quella misteriosa pietra aveva cambiato per sempre la sorella.
Passarono gli anni. I poteri continuarono a crescere. Finché un’estate torrida tutto cambiò. Un incendio divampò improvvisamente nella fattoria di famiglia. Le fiamme correvano tra le balle di fieno sospinte dal vento. Gli operai tentavano disperatamente di spegnerle. I pompieri erano troppo lontani. L’intera proprietà stava per essere distrutta. Nina osservò il fuoco. Poi chiuse gli occhi.
Sentì una forza immensa nascere dentro di sé. Iniziò a correre. Sempre più veloce. Sempre più veloce. Il suo corpo divenne una scia dorata. L’aria si trasformò in un vortice. Dal nulla si sollevò un vento gelido che avvolse l’incendio. Le fiamme si spensero una dopo l’altra. Nel frattempo, qualcosa stava accadendo anche al suo aspetto. I capelli divennero biondi come l’oro. Gli occhi assunsero il colore dell’ambra. Il suo normale abbigliamento lasciò il posto a una tuta nera e oro che sembrava formarsi direttamente dall’energia che la attraversava. Chi assistette alla scena rimase senza parole. Nessuno riconobbe Nina. Vide soltanto una misteriosa eroina comparsa dal nulla.
Il giorno seguente tutti i giornali parlarono della ragazza capace di fermare un incendio con il ghiaccio e il vento. Qualcuno la soprannominò semplicemente…SUPERGIRL.
Nina capì che da quel momento avrebbe dovuto vivere due vite. Una normale. L’altra segreta.
E nessuno avrebbe mai dovuto scoprire che quelle due persone erano la stessa ragazza.
Capitolo 2
Il Ponte di Cristallo
Milano non dormiva mai. Anche alle due del mattino il traffico scorreva lento tra i viali illuminati, mentre la pioggia cadeva sottile sui tetti dei grattacieli.
Nina aveva appena concluso un lungo turno all’agenzia investigativa. Le indagini sul traffico internazionale di farmaci rubati stavano diventando sempre più pericolose. Da alcuni giorni aveva la sensazione di essere osservata. Attraversò Piazza Gae Aulenti diretta verso casa quando un rumore improvviso attirò la sua attenzione.
Un urlo. Poi un altro. Guardò verso il ponte pedonale. Un autobus turistico, rimasto senza freni, aveva sfondato una barriera e stava scivolando lentamente verso il bordo del cavalcavia. All’interno si trovavano oltre quaranta persone. L’autista tentava disperatamente di bloccare il mezzo. Le ruote continuavano a slittare sull’asfalto bagnato. Le urla dei bambini squarciavano il silenzio della notte.
Nina capì immediatamente che non c’era tempo. Entrò in un vicolo poco illuminato. Una luce dorata avvolse il suo corpo. I capelli diventarono color dell’oro. Gli occhi assunsero il colore dell’ambra.
L’energia cosmica percorse ogni fibra del suo essere. Un secondo dopo Supergirl si lanciò nel cielo.
Nessuno riuscì a capire da dove fosse arrivata. Si posizionò davanti all’autobus. Appoggiò entrambe le mani sul paraurti. Le ruote continuavano a girare. L’asfalto si screpolò sotto la forza dell’impatto. L’autobus rallentò, ma il peso era enorme. Perfino lei iniziava a retrocedere.
«Ancora qualche metro…» sussurrò stringendo i denti.
Sentì l’energia diminuire. Non sarebbe bastata. Fu allora che osservò il cielo. Una stella cadente attraversò le nuvole. Per un istante il piccolo frammento cosmico custodito nella sua stanza sembrò rispondere a quella luce lontana. Un calore attraversò nuovamente il suo corpo. L’energia aumentò.
Con un urlo liberò tutta la forza che possedeva. L’autobus si fermò a pochi centimetri dal vuoto. Seguì un silenzio irreale. Poi esplose un lungo applauso. I passeggeri uscirono uno alla volta. Molti piangevano. Una bambina di circa sei anni si avvicinò timidamente. Aveva ancora in mano un piccolo orsacchiotto.
«Sei un angelo?» domandò.
Supergirl sorrise.
«No.»
Si inginocchiò davanti alla bambina.
«Sono solo qualcuno che arriva quando c’è bisogno.»
La piccola la abbracciò. Prima che i fotografi riuscissero ad avvicinarsi, Supergirl era già scomparsa tra le nuvole. La mattina seguente tutti i giornali aprivano con la stessa fotografia. Una figura dorata davanti a un autobus sospeso nel vuoto. Le televisioni le diedero un nuovo soprannome. L’Angelo di Milano.
Nina sorrise osservando il telegiornale insieme ai colleghi. Andrea scosse la testa.
«Incredibile.»
«Già…» rispose Nina fingendo stupore.
«Secondo te esiste davvero?»
Nina sorseggiò il caffè.
«Forse sì.»
«Io invece penso che nessuno possa avere quei poteri.»
Nina abbassò lo sguardo. «A volte la realtà supera la fantasia.»
Due giorni dopo accadde qualcosa di ancora più inquietante.
Nel laboratorio della multinazionale farmaceutica, alcuni sofisticati computer si accesero improvvisamente da soli. Sugli schermi comparve un simbolo sconosciuto. Un cerchio azzurro attraversato da tre linee luminose. Pochi secondi dopo tutti i sistemi di sicurezza si bloccarono. Le telecamere smisero di funzionare. Le porte blindate si aprirono contemporaneamente. Quando la sicurezza raggiunse il laboratorio, la cassaforte che custodiva il progetto del nuovo farmaco era vuota. Sul tavolo era rimasto soltanto un piccolo cristallo blu. Identico. Perfettamente identico.
Al frammento cosmico trovato da Nina anni prima. Quella sera, rientrando nel suo appartamento, Nina corse immediatamente verso la libreria. Il frammento era ancora lì, ma stava pulsando. Sempre più intensamente. Per la prima volta, dalla sua superficie si sollevò un fascio di luce. Nella stanza apparve un ologramma. Era il volto di un anziano dagli occhi argento.
«Se mi stai vedendo…» disse con voce profonda.
«…significa che il Custode è stato finalmente trovato.»
Nina rimase immobile.
«Chi… chi sei?»
L’uomo sembrò guardarla attraverso il tempo.
«Il tuo destino non è salvare soltanto la Terra.»
La luce aumentò.
«Altri Frammenti stanno per risvegliarsi.»
L’immagine svanì. Sul pavimento comparve una mappa luminosa del pianeta. Cinque punti iniziarono a brillare. Londra. Tokyo. Il Cairo. Rio de Janeiro. Milano.
Nina comprese che il misterioso frammento non le aveva donato i poteri per caso. Qualcun altro possedeva cristalli simili. E qualcuno li stava cercando. La vera battaglia era appena cominciata.

Capitolo 3
L’uomo dal guanto nero
Nei giorni successivi, Nina cercò di concentrarsi sul lavoro, ma non riusciva a smettere di pensare al misterioso ologramma comparso nella sua stanza. Decise di non parlarne con nessuno, nemmeno con Max. Una mattina, lei e Andrea ricevettero un nuovo incarico: sorvegliare un importante convegno internazionale dedicato alle nuove tecnologie energetiche. Secondo alcune informazioni riservate, qualcuno avrebbe tentato di rubare un prototipo rivoluzionario. La conferenza si svolgeva in un moderno centro congressi, gremito di ricercatori e imprenditori provenienti da tutto il mondo.
Mentre Andrea controllava gli accessi, Nina notò un uomo elegante che indossava sempre un guanto nero sulla mano destra. Sembrava tranquillo, ma il suo sguardo osservava ogni movimento con eccessiva attenzione.
Pochi minuti dopo, tutte le luci si spensero. Nel buio si udirono grida e rumori di vetri infranti. Quando si riaccese l’illuminazione di emergenza, il prototipo era sparito. L’uomo dal guanto nero stava già fuggendo. Nina lo inseguì tra i corridoi fino al parcheggio sotterraneo. L’uomo salì su una potente motocicletta e partì a tutta velocità.
«Non può sfuggirmi…» pensò Nina.
Si infilò rapidamente in un vicolo e si trasformò. In pochi secondi Supergirl era già in volo sopra la città. Raggiunse la motocicletta lungo la tangenziale e, con un movimento preciso, creò davanti al mezzo una barriera d’aria che costrinse il fuggitivo a fermarsi. L’uomo sorrise.
«Finalmente ci incontriamo.»
Con un gesto del guanto nero liberò una scarica di energia violacea.
Supergirl riuscì a evitarla per un soffio. Era la prima volta che affrontava qualcuno dotato di un’arma tanto potente. Dopo un breve scontro riuscì comunque a immobilizzarlo e a consegnarlo alla polizia. Ma, durante il trasporto, accadde l’imprevedibile. Un drone comparve sopra il furgone della polizia. Una piccola esplosione aprì il tetto del veicolo e il prigioniero riuscì a fuggire nel caos. Prima di scomparire lasciò cadere un minuscolo disco metallico. Nina lo raccolse. Su di esso era inciso lo stesso simbolo che aveva visto nell’ologramma del frammento cosmico.
Quella sera Andrea la raggiunse in ufficio.
«Sei stata incredibile oggi» disse. «Peccato che quel criminale sia riuscito a scappare.»
Nina sorrise appena.
«Scapperà ancora per poco.»
Stringendo il piccolo disco tra le mani, capì che la sua avventura era appena entrata in una nuova fase. Per la prima volta aveva la certezza di non essere l’unica a conoscere il segreto dei frammenti venuti dalle stelle.
Capitolo 4
Il rapimento
Passarono alcune settimane senza che si verificassero episodi insoliti. Nina iniziò a sperare che l’uomo dal guanto nero fosse scomparso definitivamente. Una sera, però, ricevette una telefonata da Max. La sua voce era agitata.
«Nina, mamma e papà sono scomparsi.»
Il cuore della ragazza si fermò per un istante.
«Come sarebbe scomparsi?»
«Stavano tornando dal mercato. Il furgone è stato trovato lungo una strada di campagna. Le portiere erano aperte, ma di loro nessuna traccia.»
Nina partì immediatamente per l’Inghilterra. La polizia parlava di un possibile sequestro, ma non aveva trovato alcun indizio. Esaminando il terreno attorno al furgone, Nina notò qualcosa che agli investigatori era sfuggito. Sul terreno c’era una leggera polvere azzurra. La stessa che aveva visto sul frammento cosmico. Quando rimase sola, si trasformò. Volando sopra i boschi, osservò il terreno con la sua vista potenziata. Dopo pochi minuti, individuò una vecchia fabbrica abbandonata.
All’interno vide alcuni uomini armati. E, legati a due sedie, i suoi genitori. Senza perdere tempo entrò da una finestra. Con rapidità disarmò le guardie senza ferirle. Stava per liberare i genitori quando una voce riecheggiò nel capannone.
«Sapevo che saresti arrivata.»
Dall’ombra uscì l’uomo dal guanto nero. Questa volta non era solo. Accanto a lui comparvero altri due individui con tute scure.
«Non ci interessano i tuoi genitori» disse con un sorriso. «Sono serviti soltanto per attirarti qui.»
Supergirl si mise davanti a loro.
«Lasciateli andare.»
L’uomo fece un cenno ai suoi complici.
«Come desideri.»
I due liberarono immediatamente i coniugi.
Supergirl rimase sorpresa.
«Perché?»
«Perché oggi non siamo venuti a combattere.»
Estrasse dalla tasca un piccolo cristallo blu.
«Volevamo solo essere certi che fossi davvero tu la Custode.»
Il cristallo iniziò a brillare.
Anche quello custodito nella stanza di Nina, a centinaia di chilometri di distanza, rispose con la stessa luce.
L’uomo sorrise soddisfatto.
«Ora sappiamo dove trovarti.»
Un attimo dopo una fitta nebbia invase il capannone. Quando si dissolse, i tre sconosciuti erano spariti. Supergirl liberò definitivamente i genitori e li accompagnò all’esterno. Nessuno di loro aveva capito chi fosse quella misteriosa eroina. Prima di andarsene, la madre le prese una mano.
«Grazie… ci hai salvato la vita.»
Supergirl sorrise.
«Proteggere le persone è il mio dovere.»
Con un rapido balzo scomparve nel cielo. Poco distante, nascosta tra gli alberi, Nina tornò lentamente ad assumere il suo aspetto normale. Per la prima volta capì che il nemico non voleva distruggere il mondo. Stava cercando proprio lei.

Capitolo 5 – Il laboratorio segreto
Grazie al disco metallico recuperato, Nina e Andrea scoprono l’esistenza di un laboratorio sotterraneo nascosto sotto un’antica fabbrica. Al suo interno vengono studiati i cristalli cosmici e la loro incredibile energia. Durante l’esplorazione trovano documenti che parlano del Progetto Aurora, un esperimento segreto iniziato molti anni prima per individuare i frammenti caduti sulla Terra.
Prima che riescano a portare via le prove, il laboratorio si autodistrugge. I due riescono a salvarsi per un soffio.
Capitolo 6 – Il traditore
Le informazioni riservate continuano a finire nelle mani dei criminali. Nina e Andrea scoprono che la talpa si trova proprio all’interno dell’agenzia investigativa. Dopo un’attenta indagine smascherano uno dei dirigenti, corrotto dall’organizzazione criminale. Prima di essere arrestato, il traditore rivela un particolare inquietante:
«Il nostro capo non vuole conquistare il mondo… vuole impossessarsi del potere custodito dentro di te.»
Capitolo 7 – La verità sul frammento
Max raggiunge Nina a Milano portando con sé il cristallo custodito per anni nella casa di famiglia.
Quando Nina lo prende tra le mani, il frammento proietta un nuovo messaggio.
Scopre così che i cristalli non sono armi, ma antiche sorgenti di energia create da una civiltà scomparsa per proteggere i pianeti dalla distruzione.
Solo chi possiede un animo generoso può utilizzarne il potere senza esserne consumato.
Nina comprende finalmente perché il frammento abbia scelto proprio lei.
Capitolo 8 – Lo scontro finale
L’organizzazione criminale rapisce Andrea per costringere Nina a consegnare il cristallo.
Lo scontro avviene sul tetto di un grattacielo durante una violenta tempesta.
L’uomo dal guanto nero utilizza un macchinario capace di assorbire l’energia cosmica.
Per alcuni minuti Supergirl perde quasi tutti i suoi poteri. È il coraggio, più della forza, a permetterle di reagire. Con l’aiuto di Max e della polizia riesce a distruggere il macchinario e a liberare Andrea. L’uomo dal guanto nero viene finalmente arrestato.

Capitolo 9 – Una scelta difficile
Dopo la battaglia, il cristallo inizia a spegnersi. Una voce misteriosa comunica a Nina che può scegliere:
conservare i suoi poteri oppure restituire tutta l’energia al cristallo affinché nessuno possa usarla per fare del male.
Nina riflette a lungo. Sa che un vero eroe non pensa a sé stesso. Con un gesto deciso restituisce quasi tutta l’energia al frammento. Conserva soltanto una piccola parte dei suoi poteri, sufficiente ad aiutare chi si trova in pericolo.
Capitolo 10 – Una nuova speranza
Passano alcuni mesi. Milano è tornata tranquilla. Nina continua a lavorare come investigatrice insieme ad Andrea, mentre Max torna in Inghilterra ad aiutare i genitori nella fattoria.
Di tanto in tanto, quando qualcuno si trova in grave difficoltà, una figura vestita di nero e oro attraversa il cielo e interviene in silenzio.
La stampa continua a chiamarla Supergirl, ma nessuno conosce la sua vera identità.
Una sera Nina osserva il tramonto dal tetto del suo palazzo.
Sorride.
Ha capito che il vero potere non è quello di volare o di essere invincibili. Il vero potere è scegliere ogni giorno di usare le proprie capacità per proteggere gli altri. In quel momento il piccolo cristallo, ormai quasi spento, emette un ultimo bagliore. Molto lontano, nello spazio infinito, un altro frammento cosmico si illumina. Forse una nuova avventura sta per cominciare…












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