ISABELLA

BEATRICE

Tanto, tanto tempo fa, all’incirca nel IX secolo iniziarono a costruire castelli a scopo difensivo; questo era dovuto ai signori che in quel periodo storico, desideravano proteggersi dagli attacchi degli invasori fossero questi, signori locali o popolazioni straniere.

La dimostrazione, tangibile di taluni signori, era l’erigere costruzioni fortificate per dar prova del proprio potere.

Il castello negli anni divenne una struttura capace di far convivere non solo il signore e famiglia; ma anche contadini, artigiani, uomini in armi che vivendo all’interno potevano proteggersi in caso di guerra.

Anche il castello da dove è tratta la nostra storia era edificato secondo i canoni del tempo:

  • Lungo il perimetro vi era un fossato d’acqua che isolava il castello e soprattutto rendeva assai difficoltoso l’accesso; per entrare si doveva superare la cinta muraria costituita da torri difensive quadrate o tonde.
  • Il portone d’accesso spesso veniva costruito ad una altezza elevata e per entrare era necessario superare un ponte levatoio.
  • Lungo le mura poi vi erano punti strategici dove si potevano lanciare frecce, dardi, pietre contro i nemici che dal di fuori tentavano di porre sotto assedio il castello.

 

Un lieto evento allietò la comunità e i signori del castello; la nascita di Isabella.

La bambina crebbe grazie al supporto di istitutrici e dame che se ne presero cura, secondo i dettami del tempo ma al contempo non pensarono a garantirle solo un’educazione rigida ma assecondarono anche le norme della bellezza; sia queste dettate all’abbigliarsi o al trucco.

Isabella era una ragazza molto intelligente e dinamica e grazie a queste sue predisposizioni divenne anche un’abile guerriera-amazzone (abile a cavalcare).

Imparò da abili insegnanti, diverse tecniche che prevedevano l’uso della spada, della lancia e di altre armi come arco, balestra, …etc..

Isabella come diversi esempi di donne cavalieri affrontò il nemico in battaglia fregiandosi il titolo appunto di cavaliere.

Bellissima, ma sapendosi trasformare a volte, travestendosi da maschio(Giovanna D’Arco ne è un esempio); riuscì anche a partecipare ed accompagnare l’esercito ad una crociata e a confondersi tra i partecipanti, riuscendo a vincere ad alcuni tornei.

Tutti avevano verso di lei una grande stima; ma la sua vita fu costellata da episodi nefasti e anch’essa fu travolta da terribili vicissitudini.

Beatrice, proprio per essere molto abile con le armi, non era ben vista dal Mago Alatar che viveva al castello ed era il prediletto confidente del padre di Beatrice.

Essendo lui un mago molto potente, mentre il signore del castello era in battaglia, volle con un sortilegio dar fuoco alla stanza di Beatrice per ucciderla; ma questa avvisata in tempo dalla Fata Flora, riuscì a scappare.

Alatar, come molti dell’epoca desiderava che le donne si sottomettessero agli uomini e si dedicassero solo alla famiglia e alla prole.

Il mago inviperito per non essere riuscito nel suo intento, diede fuoco a tutto il castello.

Beatrice con l’aiuto di Flora, riuscì a far uscire tramite il ponte levatoio e barche poste nel fossato, la gente che viveva nel castello delimitando le perdite di tante persone.

 

L’incendio fu devastante e fu visto anche nel paese limitrofo; il padre di Beatrice avvisato dell’incendio lasciò la battaglia che ormai era al termine e tornato a casa si rese conto che ormai il suo podere era ormai perso ed il fuoco aveva divorato ogni cosa non lasciandoli nulla da recuperare.

Il Mago Alatar si presentò al suo cospetto farneticando e urlando:

“Oh mio signore, tutto il tuo patrimonio è distrutto a causa di una cattiva maga che era giunta in tua assenza”

Il padre di Beatrice informato da fata Flora sull’accaduto la chiamò in aiuto e rispose al vecchio Mago:

“Alatar io per tanti anni ti ho aiutato ed ho ascoltato anche i tuoi suggerimenti ma ora forse troppo tardi ho capito la tua infida natura ora avrai la giusta punizione per questo scempio che hai fatto”

 

In quell’istante la fata Flora fece un incantesimo e tramutò il Mago in un pesce rosso che venne posto all’interno di una boccia di vetro.

L’anziano signore disse:

“Questo è il tuo destino e non potrai mai più essere quello che eri”

Flora allora si avvicinò a Beatrice e al padre e li rassicurò dicendo:

“Mio signore e cara Beatrice, Vi ridarò il vostro castello e apporterò alcune modifiche atte a conferirgli maggior sicurezza per voi e gli abitanti”.

Trascorsi pochi mesi dall’incendio, il castello fu completamente ricostruito e tutti poterono tornare a viverlo.

 

 

 

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