IL COSTRUTTORE D’AUTO

FILIPPO chiamato da tutti PIPPO, era un ragazzo super dinamico che amava i motori e le auto.

La sua passione forse era stata trasmessa dal padre che aveva una grande autofficina, con annessa una concessionaria d’ auto, molto prestigiose.

Il padre uno spilungone alto più di due metri e magro come un’acciuga, s’abbigliava con tute gigantesche che gli venivano fornite da dei fornitori di motori e pezzi di ricambio, perché riportavano dei loghi delle loro ditte ed aveva un carattere allegro e gioviale.

Proprio grazie alla sua altezza, aveva giocato a basket a livello agonistico ed ora che aveva rallentato per motivi familiari e perché aveva passato la quarantina d’anni, si era dedicato completamente alla sua officina e al suo amatissimo PIPPO.

Pippo fin dai primi mesi era stato portato in officina e coloro che lo prendevano in braccio dicevano che come tutti i bimbi odorava di talco mischiato ad olio da motori.

Passaro alcuni anni e PIPPO divenne un ragazzino davvero unico come meccanico e bravissimo ad individuare anomalie di qualsiasi motore.

Si dice che il ragazzo avesse un “sesto senso” e che i motori parlassero con lui.

Carinissimo, portava sempre jeans con dei bretelloni e un cappellino con la frontiera all’indietro e qualche macchietta nera campeggiava sempre nel suo vispo viso.

Pippo era l’orgoglio dei suoi genitori e nonostante avesse una passione smodata per le auto, mai aveva tralasciato gli impegni scolastici e lo studio.

Giovane e con anni in anticipo si laureò in ingegneria e dopo pochi giorni,

decise che era giunto il momento di mettere in atto quel progetto di auto, che sapientemente aveva nascosto in un vecchio cassetto dell’officina.

Interpellato il padre, Pippo chiese al genitore di concedergli uno spazio adeguato a eseguire quel progetto d’auto che riponeva nel suo cuore.

Il padre diede il suo consenso purché, il ragazzo realizzasse il suo sogno al di fuori dell’orario lavorativo.

Fu così che organizzatosi e chiedendo aiuto a due suoi cari amici, dall’indomani, Pippo terminato l’orario di lavoro, prolungava la sua permanenza in officina per dar vita alla sua auto.

Accertatosi che quella stanza fosse inaccessibile a chiunque non fosse dello staff,

steso e fissato il suo progetto in un gran bancone, iniziò a procurarsi vari pezzi per la costruzione e l’assemblaggio.

Costruire un’auto non era certo un’impresa semplice e Pippo aveva ideato una macchina sportiva che rispecchiasse anche il suo carattere estroso e positivo.

Tutto era stato predisposto, la sua auto doveva rispettare canoni di estetica e aerodinamicità che, dovevano fornirgli minor consumo di carburante e una buona stabilità.

Terminate altre fasi di progettazione, Pippo passò alla scocca, di seguito all’asse per terminare con materiali adeguati a proteggere i passeggeri da eventuali urti.

Passaro mesi, e pian piano l’auto prendeva forma.

Ora era giunto il momento di pensare al “CUORE – CERVELLO” di quest’auto cioè il motore.

Scelto e messo a punto un motore che sembrava un “cavallo di pura razza” si dedicò all’impianto elettrico ed elettronico per terminare con una giusta ed elegante tappezzeria e all’aspetto estetico.

La sua BOYCAR era pronta. Dopo mesi e mesi di lavoro ora si doveva provarla e verificare se il lavoro fatto aveva dato buoni frutti.

Era appena passata l’alba quando Pippo in compagnia di Margherita, compagna del liceo e ragazza dai poteri paranormali e magici, fece il suo ingrasso in officina.

Pippo prima di togliere il telo che ricopriva la vettura fece alcune domande a Margherita.

“Sai dirmi Marghe se la mia auto sarà pronta a correre il circuito? Perché non m’aiuti e gli dai la parola?”

Marghe, questo era il suo diminutivo, impose le mani sopra l’auto e disse:

“NON ESITAR BOY CAR E LA PAROLA IO TI DO’ È PERCHE’ VINCERE TU DOVRAI E SE NON CE LA FARAI A PIPPO AIUTO CHIEDERAI”

Tolta la copertura, Pippo salì nell’auto ed accese il motore. Il ROMBO del motore era come una melodia alle orecchie di Pippo e dopo pochi attimi la macchina parlò:

“Ciao Pippo, io sono pronta tu ce la fai a farmi volare? “

Pippo all’inizio un po’ disorientato ma felice per l’incantesimo della su amica Marghe rispose all’auto:

“Ciao ora vediamo se tu sai veramente volare”!

Uscito dall’officina Pippo si diresse verso il circuito di prova e una volta raggiunto portò l’auto al massimo delle prestazioni e della velocità.

La super auto di Pippo ebbe delle prestazioni ineguagliabili e successivamente dimostrò la sua potenza vincendo molte gare.

Negli anni costruì sempre auto sportive fantastiche, l’ultima elettrica fu pubblicata nelle riviste di tutto il mondo per le sue prestazioni.

Pippo fu lodato ed osannato da altri costruttori d’auto e negli anni fu annoverato negli annali come costruttore al pari di Ferrari, Lamborghini, Bizzarrini.

NON PIU’ SOGNO MA REALTA’. Costanza, tenacia, lavoro, studio….diedero frutti molto succosi e Pippo si dimostrò grande.

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