AMICI INDIANI

Siamo in America e le tribù d’indiani iniziarono a popolare il nuovo continente dopo lo sbarco di Colombo nel 1942.

Proprio in quegli anni iniziò un infelice periodo per i nativi di quei luoghi.

La sopravvivenza degli indigeni, dovuta dalla colonizzazione, fu messa a rischio e furiose e sanguinose battaglie, videro costretti gli indiani a spingersi nelle riserve che null’altro non erano, che porzioni di terreni a loro dedicati.

Molte furono le tribù che popolarono quelle terre: Apache, Sioux, Mohicani, Cheyenne e Navajo

Il Capo tribù impartiva gli ordini a ciascun membro che era in obbligo di eseguire il compito richiesto.

Anche le donne, spettava di allestire le TEPEE (TE=abitare – PEE=usata per), cioè la tipica tenda dove potevano cucinare ed adoperarsi per accudire la famiglia.

Gli uomini erano dediti alla caccia, mentre gli anziani si dedicavano all’educazione dei più giovani compresa la musica.

Sovente si spostavano con le mandrie, smontando le tepee e facendo i nomadi.

Proprio in un piccolo villaggio di Sioux s’era insediata una giovane famiglia composta da quattro elementi: SHIRIKI (coyote) il Padre, AYLEN: (limpida o felice) la Madre, APONI (farfalla) e YAS: (neve) era l’ultimo nato.

Nell’accampamento alla nascita di YAS si fece una grande festa perché enorme era il prestigio di una famiglia che metteva al mondo un figlio.

La nascita di un bambino per la tribù era come se fosse figlio di tutti e chiunque era disponibile ad occuparsi di lui.

Mamma Aylen come aveva costruito bambole per Aponi, anche per Yas, costruì graziosi animaletti usando pelli di bisonte, aculei e colori.

I due fratellini crebbero sempre in piena libertà frequentando tutti ed entrando ed uscendo da ogni tenda con estrema libertà.

Per gli indiani crescere i ragazzi era farli partecipare attivamente alla vita quotidiana tramite l’esempio. Questo metodo non prevedeva nessuna imposizione ma la dimostrazione di come si doveva fare.

Passarono gli anni e Yas tredicenne divenne un abilissimo cacciatore e come tanti altri ragazzi amava danzare e la musica.

Una sera mentre si festeggiava il compleanno di un ragazzo, Yas ed altri amici ballavano imitando i movimenti di alcuni animali ed altri indossando teste d’orso.

Suonarono tamburi e flauti sino quasi le prime ore dell’alba.

 

Yas prima di coricarsi, dopo una nottata così piena di stimoli e di picchi d’adrenalina non ancora del tutto appagato chiamò l’amico del cuore e disse:

“Voglio lanciare una scommessa (gli indiani amavano fare scommesse) faremo una corsa con i nostri cavalli e ci sarò io, ODAKOTA(Amico), UMA(Brillante), YANA (orso). La corsa sarà fra due giorni, senza sella e attraverseremo il canyon, la vallata, la gola per ritornare al punto di partenza.

Come ho detto monteremo a pelo senza nessuna coercizione e il vincitore avrà in sposa DAYA figlia di Aquila Nera, e quattro puledri.”

Questa gara o sfida era stata fatta unicamente perché Yas sapeva che i loro amici erano ottimi cavalieri e seppure questa tecnica di montare senza sella fosse assai pericolosa sia per il cavallo sia per il cavaliere era consapevole dell’amore che questi ragazzi avevano per il proprio animale e che mai avrebbero messo in pericolo la propria e l’altrui incolumità.

 I quattro ragazzi decisero d’intraprendere la gara nelle prime ore pomeridiane assistiti dal Capo Tribù e dai genitori.

I genitori si posizionarono a tenere i cavalli ed i ragazzi dopo essere saliti fu dato il via con un fazzoletto dal Capo Tribù.

Il percorso era accidentato, complicato e prevedeva vie strettissime e molto pericolose.

Attraversare il canyon non era certo opera facile, uno dei ragazzi giunto poco prima della gola fu disarcionato dal cavallo e dopo un lungo ruzzolone ebbe per fortuna la meglio con solo una frattura alla caviglia.

Ora la contesa era a tre e a testa bassa i giovani indiani spinsero i propri cavalli allo stremo nella vallata per vincere.

Il Capo Tribù sentenziò che il primo arrivato, con uno stacco infimo, fu di ODAKOTA amico di YAS.

La Sera vi fu la premiazione con una grande festa per celebrare la vittoria e celebrare il fidanzamento di Odakota con Aponi.

Iniziarono le danze intorno al fuoco; i movimenti esprimevano la danza rituale per il ringraziamento di una proficua giornata e vittoria.

Alcuni dei ballerini indossavano grossi copricapi di piume chiamati “Cinture di Corvo”.

Aponi che conosceva bene Odakota, aveva dato il consenso al corteggiamento; cosa indispensabile nelle tribù indiane. La donna era lei a decidere se prendere o rifiutare il fidanzato.

I due ragazzi a quella festa iniziarono il corteggiamento e di lì a poco dopo che Odakota portò i cavalli ed altri doni alla sua fidanzata celebrarono il matrimonio.

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